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Dischi dei Freni da MTB: ecco cosa devi sapere 5/5 (3)

MTB-Gear / Tecnica  / Freni  / Dischi dei Freni da MTB: ecco cosa devi sapere

Come scelgo il diametro giusto del rotore per la mia Mountain Bike? Come si comportano i dischi in carbonio? E con un diverso schema di fori? I dischi dei freni sono apparentemente uno dei componenti più semplici della nostra MTB. Non é così, scopri quello tutto che c’é da sapere.

Struttura

dischi dei freni da mountain bike si compongono essenzialmente di due parti. La pista, dove va ad agire la pastiglia, e lo spider, che consente il montaggio del disco sul mozzo.

In generale la struttura dei dischi di divide in tre grandi famiglie: fissa, flottante e semi-flottante.

I dischi a struttura fissa sono essenzialmente i monoblocco, oppure dove lo spider non ha la possibilità di muoversi.

Al contrario, i dischi flottanti, sono costruiti in modo che la pista possa muoversi, in modo da “auto-allinearsi” in caso di piccole deformazioni.

I semi-flottanti invece hanno una ridotta mobilità, solamente radiale o assiale.

 

 

Materiale

Innanzitutto partiamo dalla radice, il materiale in cui sono costriuti i dischi dei freni.

La maggior parte di quelli sul mercato sono costrui in Acciaio. Questo materiale unisce economicità e una ridotta manutenzione, per contro soffre di un maggiore peso e una scarsa conduzione termica.

Il Titanio é un’ottimo materiale per produrre dischi dei freni da MTB. Leggero, performante e con un’ottima conduzione termica ( =si raffreddamo più velocemente ). I contro di questo tipo di disco sono il prezzo esorbitante e la durezza, cosa che incide pesantemente sulla durata delle pastiglie. Il titanio é un must per i biker agonisti.

Molto particolari e ricercati sono i dischi dei freni in Carbonio. Ovviamente le piste di questi dischi non sono fatti di solo carbonio, ma sono composite. Hanno un comportamente ottimo e un peso riduttissimo, purtroppo costano parecchio e per funzionare bene si devono scaldare. Questo materiale é per veri intenditore e chi vuole vantarsi con gli altri biker 🙂

Ovviamente i dischi possono essere costruiti con una combinazione di questi materiale, cercando così un compromesso tra i pregi e i difetti di acciaio, titanio e carbonio.

 

Manutenzione dei Dischi dei freni

Per fortuna la manutenzione dei dischi é molto semplice, basta pulirli con alcool isopropilico o detergenti specifici, mai con gli sgrassatori universali.

Il problema più diffuso é la deformazione del disco, risolvibile con la sostituzione dello stesso o la riparazione con lo strumento apposito.

Se dovessi sentire dei rumori strani provenire dei tuoi freni, ti consiglio di seguire questa guida approfondita.

 

Dimensione dei dischi

Le dimensioni dei dischi dei freni per le Mountain Bike variano dai 140mm fino ai poderosi 220mm. Su queste misure di gioca tutto.

Maggiore è il rotore, maggiore é la leva che agisce sulla ruote e di conseguenza più velocemente ci si riesce a fermare. All’incirca si calcola un aumento del 13% della forza frenante per ogni 20mm di diametro in più.
Se un disco piccolo può far risparmiare peso, di certo non avrà una leva abbastanza lunga per produrre una frenata potente. Per contro un disco grande avrà una pinzata secca e poco modulabile, ma si raffredderà più in fretta.

I dischi da 140mm si trovano esclusivamente sulla ruota posteriore. Quelli da 160mm riescono a far scivolare facilmente la ruota posteriore, ma sono abbastanza potenti da essere montati sulla ruota anteriore.

Ovviamente anche la ruota, semplificando, é una leve. Per questo anche il diametro di quest’ultima é determinante per dimensionare i dischi dei freni, infatti su una 29″ si troveranno montati dischi da 180mm oppure 180mm sull’anteriore e 160mm sul postriore.

I dischi dei freni da 200mm sono riservati alle discipline gravity, dove il peso ha un ruolo marginale, ma si pone l’accento sulla potenza frenante e un migliore reffreddamento.

 

 

Il Design del rotore

La forma del disco dei freni fa un’enorme differenza. Il disegno del rotore va ad impattare su numerose variabili, tra cui la modularità della frenata, la capacità di disperdere il calore e il peso. Abbiamo un’infinità di modelli, dai semplici dischi forati a quelli più elaborati a margherita.

Shimano Deore

Formula C1

SRAM Centerline

Shimano XTR

Iniziamo dai semplici dischi forati. I fori che si trovano sulla pista, non servono solo ad una più rapida dispersione del calore, ma anche per interrompere il velo di acqua nel caso stessimo pedalando sul bagnato e aumentare il grip in frenata. Quest’ultimo effetto é la conseguenza del fatto che maggiori sono gli angoli, maggiore é l’attrito.

Portando all’estremo questi concetti, arriviamo ai dischi a margherita. I fori si trasformano in elaborati disegni per massimizzare gli spigoli sulla pista frentante aumentando la potenza, migliorando l’areazione e la capacità di liberarsi facilmente dal fango, limitando nel contempo il peso.

Come abbiama detto più sono gli spigoli, più potente sarà la frenata, a scapito però della modularità. Altro inconveniente dei freni a margheria é la voracità con cui riescono a mangiarsi le pastiglie!

A proposito, se vuoi approfondire l’argomento puoi leggerti la mia guida per secliere le pastiglie dei freni.

 

Standard di montaggio

I dischi dei freni da Mountain Bike hanno essenzialmente due standard di montaggio: Centerlock e a 6 viti.

Il sistema a 6 viti é quello più semplice, come avrete sicuramente capito, viene montato sul mozzo tramite sei viti filettate. Il Centerlock é un componente che viene innestato sul mozzo e fissato tramite una ghiera filettata

La differenza sostanziale é che il Centerlock é più veloce da montare e che risolve alla radice il problema delle viti allentate.

 

 

 

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